San Salvatore porta a Milano “La Rivoluzione del Latte di Bufala”

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Non soltanto una presenza fieristica, ma un momento di confronto sul futuro del comparto bufalino italiano. È da questa visione che nasce “La Rivoluzione del Latte di Bufala”, l’evento organizzato da San Salvatore il 12 maggio presso la Terrazza Gallia Bar dell’Excelsior Hotel Gallia di Milano, in occasione di TuttoFood 2026.

Una serata che ha riunito istituzioni, professionisti, giornalisti ed esperti del settore attorno a un tema sempre più centrale nel panorama agroalimentare contemporaneo: il ruolo del latte di bufala tra innovazione, sostenibilità, nutrizione e valorizzazione del territorio.

Ad aprire il confronto è stato Marco Di Bello, Brand & Marketing Manager San Salvatore, che ha raccontato il percorso evolutivo dell’azienda e la trasformazione di una filiera agricola in un ecosistema contemporaneo capace di coniugare identità, branding e innovazione.

Nel corso dell’evento si sono alternati gli interventi di Marco Limonta (Circana), Roberto Grattacaso (Federazione Italiana Risk Manager Aziendali), Nicola Caputo (Ministero degli Affari Esteri), Luciano Pignataro (Il Mattino), Pino Coletti (Authentico) e Domenicantonio Galatà (Associazione Italiana Nutrizionisti in Cucina), affrontando temi legati a mercato, internazionalizzazione, trasparenza della filiera, sostenibilità e cultura alimentare.

Le conclusioni della serata sono state affidate ad Antonello Ricco e Andrea Pagano, CEO San Salvatore, che hanno ribadito la volontà dell’azienda di continuare a investire nella ricerca e nell’innovazione, mantenendo al centro autenticità, qualità della materia prima e legame con il territorio.

La partecipazione a TuttoFood 2026 è stata anche l’occasione per presentare le nuove referenze sviluppate dall’azienda, tra cui il primo yogurt di bufala certificato senza lattosio Lfree, Puro – prima referenza della nuova linea dei Cremosi senza lattosio -, i nuovi Cremosi salati e la nuova mozzarella in vasetto, progettata per offrire un’esperienza di consumo più pratica e contemporanea.

Un percorso che conferma la volontà di San Salvatore di continuare a reinterpretare il latte di bufala come materia prima contemporanea, capace di dialogare con nuovi linguaggi, nuovi consumatori e nuove esigenze del mercato.