San Salvatore al BIoMA 2026

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Il 17 e 18 aprile, presso l’Hotel Hilton di Lecce, si è tenuto il BIoMA Spring Interannual Meeting 2026, incontro dedicato al ruolo del microbiota e alle prospettive della medicina personalizzata.

Un contesto in cui il confronto tra ricerca scientifica e nutrizione assume un ruolo sempre più centrale, con un’attenzione crescente verso il rapporto tra alimentazione, salute e approccio “One Health”.

All’interno del programma, Antonello Ricco, direttore di San Salvatore, è intervenuto con lo speech “Tradizione e bio-innovazione: i latti fermentati di bufala come carrier probiotico”, portando l’esperienza dell’azienda in un ambito di confronto con il mondo medico e della ricerca.

Un contributo che si inserisce in un percorso già definito. San Salvatore opera attraverso una filiera completamente integrata: coltivazione dei foraggi, allevamento, trasformazione del latte e sviluppo del prodotto avvengono all’interno dello stesso sistema, senza interruzioni.

È questa continuità che consente di mantenere controllo, qualità costante e coerenza nel tempo, elementi che si riflettono direttamente nel prodotto.

In questo quadro si colloca anche il lavoro su yogurt e cremosi al latte di bufala. Prodotti che nascono da una base solida e riconoscibile e che, nel tempo, si sono evoluti per rispondere a esigenze sempre più ampie, mantenendo invariata la struttura originaria.

All’interno di un contesto come BIoMA, questo tipo di produzione trova una nuova chiave di lettura, in relazione al ruolo che i prodotti fermentati possono avere nel dialogo tra nutrizione e benessere.

«È stato per me un grande onore partecipare a un contesto scientifico di così alto livello – ha dichiarato Antonello Ricco – Il confronto con il mondo della ricerca rappresenta un momento importante, perché consente di dare ulteriore profondità al lavoro quotidiano».

Un passaggio che si inserisce in una visione più ampia, che riguarda l’intero modello produttivo.

«Il progetto San Salvatore nasce da un’idea chiara: mettere al centro il benessere degli animali, delle persone e la qualità del cibo, attraverso un sistema che comprende allevamento, produzione, orto biologico e cucina».

La partecipazione al BIoMA si inserisce così in un percorso più ampio, attraverso il quale San Salvatore continua a confrontarsi con contesti diversi, mantenendo un approccio coerente tra produzione, territorio e sviluppo del prodotto.